I fiori di Zagara: il tipico profumo della Sicilia

arancio

L’arancio produce tantissimi frutti, circa 500 frutti ad albero che possono essere raccolti da novembre fino a maggio-giugno. Nel periodo primaverile l’albero presenta dei meravigliosi fiori costituiti da cinque petali bianchi. I fiori d’arancio hanno la caratteristica di rilasciare un intenso profumo. Questa tipologia di fiori è impiegata per la preparazione dei profumi e di alcuni prodotti dolciari come per esempio l’essenza di zagara derivata esclusivamente dai fiori di arancio amaro. Proprio la Zagara,  è il fiore degli agrumi ed in particolare quello dell’arancia amara. Il nome dall’arabo zahrah, fiore bianco

fiori d’arancio, come le altre inflorescenze, si formano per differenzazione dell’apice di un rametto le cui foglie hanno perduto la capacità fotosintetica.  Molti non sanno che l’albero di arancio è nato come ibrido, probabilmente tra pompaleone e mandarino ma col passar del tempo si è affermato come specie autonoma, il citrus sinensis della famiglia Rutaceae.

I suoi fiori sono ricchissimi di sostanze aromatiche e vengono spesso impiegati per la produzione di profumi pregiati. Sicuramente le proprietà più interessanti sono quelle fitoterapiche tra cui quelle antispasmodiche, sedative e leggermente sonnifere. E’ consigliato l’uso di fiori di Zagara nei seguenti casi: insonnia, nervosismo e irritabilità , emicranie e mal di testa, disturbi digestivi, palpitazioni cardiache, mancamenti e svenimenti, dolori mestruali. E’ un toccasana per i bambini che hanno difficoltà ad addormentarsi.Nel caso di bambini irrequieti per la febbre alta, si consiglia spesso di spargere alcune gocce in mezzo ai ditini dei piedini si olio essenziale di arancio amaro.

Dall’arancio si ottengono ben quattro oli essenziali, simili, ma ognuno con caratteristiche precise e sensorialmente diverse.

L’essenza di arancio dolce o amaro, a seconda della specie impiegata, si ottiene per semplice spremitura ed è contenuta nelle cellule dell’epicarpo, la parte più esterna della buccia, che si disgregano lasciando fuoriuscire la “linfa odorosa”. La composizione dei due oli è molto simile, differisce solo nella percentuale delle aldeidi semplici quali decanale e ottanale, che è minore nella specie bigaradia e degli esteri, come l’antranilato di metile, inferiore nella specie sinensis. Altre sostanze presenti sono aldeidi monoterpeniche, geraniale e nerale, chiamate anche citrale A e B in quanto isomeri conformazionali, e citronellale; aldeidi a struttura sesquiterpenica α e β sinensale; monoterpeni come d-limonene, mircene; alcoli monoterpenici quali linalolo, d-terpineolo, l-terpineolo, nonalolo.

L’assoluta di fiori d’arancio, ottenuta attraverso la concreta per estrazione con etere di petrolio dei fiori freschi, poi diluita in etanolo, ha un colore bruno-aranciato. Dall’intenso odore floreale, ricco, “denso”, caldo, ma anche delicato, fresco e duraturo, ha certamente delle similitudini con l’absolue di gelsomino, anche se rispetto a quest’ultimo presenta un sottofondo erbaceo-dolce che lo rende più versatile. Ottima nota media anche nei profumi maschili per la sua sensualità non aggressiva.

Distillando invece i fiori in corrente di vapore si ottiene il pregiato olio di neroli “bigarade” dai sentori molto simili all’absolue, ma con maggiore freschezza e leggerezza e una lieve nota terpenica, che dona “secchezza” al bouquet. L’essenza prende il nome da Anna Maria Orsini, principessa di Nerola, che ne diffuse l’utilizzo in forma di acqua profumata; sul finire del 1600, la duchessa di Neroli, moglie di Flavio Orsini, ne faceva largo uso per profumare i suoi guanti. I componenti principali responsabili dell’intensità del profumo sono linalolo, nerolo, farnesolo, indolo e acido antranilico.

Sempre attraverso la distillazione in corrente di vapore dei rametti e delle foglie si ottiene la quarta essenza: il petit grain.  Esistono vari tipi di questo olio, che cambia in base alla materia prima di partenza, quindi possiamo avere un petit grain dal mandarino, dal bergamotto o dal limone, ma sicuramente merita di essere sottolineato dal punto di vista olfattivo, senza dubbio, quello ricavato dal citrus bigaradia. Dallo spiccato aroma piacevole, floreale, fresco e dolce, che ricorda i fiori d’arancio, con un sottofondo leggermente erbaceo e legnoso, il petit grain rappresenta uno splendido cuore che si unisce alle note di testa anche nelle composizioni maschili. La principale sostanza contenuta è l’N-metil antranilato di metile; seguono poi alcoli come nerolidolo, linalolo, d-terpineolo; esteri tra cui l’acetato di geranile, acetato di linalile e acido antranilico.

Un grande scrittore straniero come Guy de Maupassant  nel suo “Viaggio in Sicilia” diceva di questo intenso odore che rappresenta la Sicilia: “Un alito continuo sale dalla foresta profumata, un alito che inebria la mente… Quell’odore che vi avvolge ad un tratto, che fonde la delicata sensazione dei profumi con la gioia artistica della mente, vi tuffa per alcuni secondi in un benessere del pensiero e del corpo che rasenta la felicità”.

C O N D I V I D I :
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